
13 Giu BERLUSCONI . IMPRENDITORIA, FINANZA , ETICA : CONVIVENZA POSSIBILE ?
In queste ore si stanno scrivendo pagine e pagine su Silvio Berlusconi. Oggi voglio lasciare ad altri il racconto della sua biografia personale , del gossip , delle sue innumerevoli avventure galanti vere e/o presunte , delle sue disavventure giudiziarie . Desidero affrontare in maniera pragmatica quella che a tutti gli effetti è l’eredità economica lasciata dal Cavaliere , uomo di fatto protagonista della storia del Bel Paese visto e vissuto fino alla fine nella sua personale visione liberistica dell’economia , del mercato e della politica . Un modo di concepire la vita personale e professionale riconosciuta e citata anche nei vocabolari della lingua italiana sotto la voce “ Berlusconismo “ . Un patrimonio economico da sei miliardi di euro da dividere tra i cinque figli avuti da due matrimoni , creato seguendo sempre il suo personale “ credo economico “ che lo ha reso il terzo uomo più ricco d’Italia e il 352° nella classifica mondiale stilata annualmente da Forbes. Il leitmotiv della nascente successione sarà sicuramente ricoperto dalla ripartizione del 61 % di Fininvest , holding da 4,9 miliardi di patrimonio netto certificato nell’ultimo bilancio. Nel merito dell’assegnazione della quota del Cavaliere , se essa venisse attribuita in parti uguali ai cinque figli , si avrebbe che la maggioranza di Fininvest passerebbe a Barbara, Eleonora e Luigi. Nel caso in cui Berlusconi avesse predisposto un testamento in cui venisse invece prevista una pattuizione particolare su un terzo dell’ eredità nella sua diretta disponibilità , i tre figli suindicati potrebbero fermarsi a circa il 45% delle quote, evitando quindi il loro controllo maggioritario su Fininvest. Poi ci sono gli immobili. Quelli che rientrano nella cerchia delle residenze hanno un valore di oltre 150 milioni di euro, mentre le ville tra cui quelle di Arcore, Macherio, Porto Rotondo , villa Grande sull’ Appia Antica e Cannes hanno un valore stimato di almeno 500 milioni di euro. Insomma un imprenditore , oltre che politico, che in quaranta anni da assoluto protagonista ha cambiato radicalmente l’Italia ma anche gli italiani nello loro stesse credenze ed abitudini. Oggi, tra i mille dubbi , ne ho soprattutto uno che mi assale… forse potevano attendere il “ terzo giorno” prima di dare l’annuncio della sua dipartita?