EUROPA: LA FORZA SOTTILE DI UN LEADER

EUROPA: LA FORZA SOTTILE DI UN LEADER

L’ Unione Europea si trova nella “ necessità “ più che nella “ condizione “ di cercare di ridurre gli effetti sociali ed economici causati delle misure adottate nell’ ultimo periodo. Lo sguardo sia dei singoli cittadini che  delle  imprese  oggi appare più che mai stanco , preoccupato , accompagnato però da sogni e speranze tutte rivolte al prossimo futuro.  Ed è proprio il futuro  dell’ Unione che sembra avvolto da una impalpabile nebbia.  Ciò che si vede , o meglio che non si vede, è la fredda realtà dell’attuale momento politico ed economico. La UE pur trovandosi in una situazione difficile e di crescente disordine anche a causa della recrudescenza di vecchi e nuovi problemi deve  ritrovare il bandolo della matassa per cercare di implementare lo sviluppo delle proprie  industrie , visto anche quello che  sta accadendo all’economia della Germania, ex locomotiva d’ Europa. L’ occasione si presenta con le prossime elezioni  di giugno in una situazione in cui vi sarà un cambio di figure dal Presidente del Consiglio europeo ( certo) al  Presidente della Commissione europea  ( personalmente ritengo che sarà rieletta la U. Von Der Leyen) . In questo contesto chi  sta navigando a vista è   Mario Draghi , riconoscibile sulle tracce del suo “ striking mood “ fatto di realismo, fiducia e unità . La sua presenza si è fortemente riproposta all’attenzione dei più   dal mese di settembre ,  quando si è attivato sullo studio e quindi  l’ elaborazione del c.d. “ Rapporto sul futuro della Competitività Europea”. La politica UE oggi più che mai vive una fase quantomeno confusa  dove regnano forti divergenze di opinione e di indirizzo alle quali però gioco forza si dovranno fare combaciare gli interessi dei diversi partiti politici europei con quelli  dei partiti dei singoli Stati.  Fatto certo condizionante  è anche il crescere della preoccupazione generalizzata dalla situazione politica internazionale cui dovrà  interfacciarsi  la nuova governance europea.   Draghi nel suo metodico lavoro di analisi  e ricerca è già partito prima  incontrando  una rappresentanza delle grandi industrie europee aggregate nella European Round Table of Industry  (  fatturato stimato in  oltre 2.000 miliardi di euro all’anno)  a Milano e Bruxelles e quindi i vertici della Commissione europea. Non bisogna mai dimenticare di come Draghi rappresenti una delle figure  leader e quindi di maggior peso nel contesto degli  “ europeisti  convinti “.   E’ fortemente competente sia delle Istituzioni che dell’economia monetaria  reale , entrambe  poi inserite nel contesto finanziario internazionale. La mia personalissima idea è che a giugno   Draghi arriverà  alla Presidenza della BCE , nomina che si potrà concretizzare grazie ai  paradigmi cardine emersi dalla sua storia politica e finanziaria  dove ha sempre dimostrato ideali forti basati da capacità progettuali e coraggio alla concretezza.  Ideali  uniti a una indiscussa capacità progettuale e concretezze attuative. Draghi rappresenta anche verso l’esterno il c.d. “ solidarismo liberale europeo “ di chiaro stampo einaudiano nel quale contesto si combinano  istituzioni,  iniziativa privata e intervento pubblico. La sua formazione è stata da lui stesso attribuita a quattro economisti soci dell’ Accademia : Federico Caffè, Sergio Steve e ai premi Nobel  Franco Modigliani e Robert Solow .   Le linee di un  suo prossimo intervento sono  peraltro molto chiare .  Sarà  necessario  un netto quanto celere ammodernamento del quadro normativo generale europeo dove sia data la priorità all’innovazione e agli investimenti atti a combattere  le sfide competitive globali dove , a tutti i livelli ,  Cina e USA stanno lasciando  la UE al palo anche applicando metodi e interventi  di puro carattere protezionistico e solo artatamente velati. Di fatto questa situazione oggi è ben visibile  nel  mondo globale dove esiste la consapevolezza di come  tramite la supremazia nelle scienze siamo  arrivati a definire quella che  gli economisti moderni  chiamano  la “quinta rivoluzione industriale”. Rappresenta a tutti gli effetti il vero vettore del cambiamento perché quando una innovazione implode con questa forza nel mondo globale mostra la sua reale capacità d’impatto , archiviando in un lampo anni di visioni, previsioni, stime , suggestioni e attese. Tramite  digitale e green , si potrà  risanare economia, finanza ed ambiente con una industria moderna e coesa indirizzata alla resilienza e  sostenibilità.  Quello a cui dovrà guardare il nuovo governo UE  sarà il combattere l’ odierna fragilità dell’ economia organizzando un forte rilancio della competitività internazionale delle  proprie imprese tramite coesione con l’ intelligenza artificiale.  La prossima Presidenza alla Commissione resterà in carica per cinque  anni, quella al Consiglio europeo invece due anni e mezzo  con durata rinnovabile : la combinazione Von der Leyen e Draghi secondo chi scrive risulterebbe l’alchimia giusta per tutta l’area euro.