ETICA ED INFINITO

ETICA ED INFINITO

E’ sempre la storia che mette l’uomo di fronte a decisioni improvvise, tragiche e comunque imprescindibili al proprio volere. E’ il caso di oggi post pandemia, dove la società si trova ancora di più spaccata in due. Chi era già ricco ante-covid è ancora più ricco, chi aveva problemi economici già prima della crisi oggi si trova a dover scalare una montagna spesso senza una fine, non vedendo un futuro. Ecco allora che il mercato professionale si deve adeguare a tale situazione attivandosi per affrontare la crisi dei privati e delle aziende e questo mentre il mondo finanziario cerca di “ stanare” gli investitori retail creando investimenti ad hoc come il Btp Futura. Iniziamo dal mondo professionale . L’attuale crisi economica causata dalla pandemia , la peggiore mai vissuta dal mondo intero, in Italia causa e causerà ancora di più ed in maniera esponenziale dopo l’estate con un autunno che si prospetta caldissimo sia a livello economico che sociale, il tracollo delle persone fisiche ma anche di quelle imprese che non riusciranno più a rispettare gli impegni economici contratti in precedenza. Ecco allor prendere corpo quella figura professionale specifica e capace di aiutare sia le persone fisiche che giuridiche ad affrontare  situazioni debitorie cui non riescono più a far fronte e che hanno quale unica possibilità di uscita l’attuazione di operazioni di gestione del sovra indebitamento. Si parla della corretta applicazione della c.d. “Legge anti suicidi” ovvero la Legge 3/2012 atta a permettere al debitore di trovare un accordo formale con il ceto creditizio e quindi liberarsi di fatto di tutti i debiti. Operazione questa concessa a quella platea di persone sia fisiche che piccole imprese non soggette a fallimento. E’ indubbio che il Covid abbia causato un tracollo dell’economia, ma anche prima che ciò avesse inizio l’economia italiana fin dal 2018 era già in forte sofferenza. Un debito pubblico folle ed insostenibile, una pressione fiscale la più alta del mondo, una burocrazia faziosa e spesso inutile, tutto ha contribuito ad avere una economia in continua decrescita, la pandemia ne ha accentuato e velocizzato il tracollo. D’altro canto la propensione all’indebitamento è aumentata più che proporzionalmente nel tempo sia per le imprese che per le famiglie, ciò accentuando un equilibrio più che mai precario . Basta una diminuzione nel fatturato o il mancato ingresso di capitali nelle famiglie per causarne l’insolvenza. La riduzione del Pil automaticamente si riflette sul reddito disponibile per le imprese e quindi per i dipendenti e le loro famiglie.  Non bisogna poi tralasciare il fatto concreto che molte aziende , ante Covid, erano già in difficoltà economiche e produttive in un mercato sempre più globale. Con le misure in atto da parte del Governo  si stà consumando l’effetto paradossale che le misure di salvataggio si tramutino, come un boomerang, in un ritardo del momento in cui i nodi verranno al pettine con la relativa chiusura di moltissime aziende. Tutto ciò causerà di riflesso altri ed ulteriori problemi anche alle imprese in salute e quindi a tutto il contesto economico sociale. Gli aiuti di Stato oggi variano dalle moratorie sui mutui, ai bonus, ai prestiti e fino ai contributi a fondo perduto. Tutti questi aiuti potrebbero quindi arrivare anche a realtà imprenditoriali che, ante pandemia, avrebbero già dovuto chiedere la propria attività, come previsto dalla Legge, con idonee procedure concorsuali. Gli aiuti di Stato, di fatto , serviranno solo a prolungarne l’agonia. Ecco allora emergere figure di professionisti e società di Advisor specializzate in restructuring e salvataggi aziendali che possano permettere di anticipare e prevenire le crisi d’impresa che avranno la loro esplosione in autunno con la “tempesta perfetta” che investirà tutta Italia (e non solo) : sarà una tragedia economica ma anche sociale di portata epocale, una vera e propria “crisi di autunno”. Le più preparate società di Advisor e tra esse spicca su Milano la U Capital advisor srl, si stanno già organizzando da tempo avendo come punto focale la “velocità di intervento”, garantita dalla multidisciplinarietà dei professionisti che prestano la propria attività in essa. Vi dovrà essere uno stretto e continuo dialogo basato sulla piena fiducia reciproca tra azienda e consulenti per poter affrontare , con risposte precise ed immediate, l’ondata di crisi d’autunno. Si tratta nel merito di un intervento che si baserà su tre punti fondamentali per l’assistenza di un azienda in difficoltà. Fondamentale, come detto, sarà il “fattore tempo”, perché la gestione della crisi deve avere inizio con la massima tempestività e ciò per evitare una eventuale procedura concorsuale. Attivarsi con solerzia può dare il tempo per ricercare un possibile investitore, intrecciandone anche eventuali partnership strategiche atte a facilitarne il processo di investimento e/o acquisizione in aziende oggi in difficoltà ma ricollocabili sul mercato. E meglio : 1) immediata analisi economica e  legale della situazione aziendale esistente al momento dell’inizio del processo di gestione della crisi: una vera e propria fotografia che rappresenti lo stato dell’arte dell’azienda. 2) attivazione  del supporto organizzativo per la gestione della crisi. 3) monitoraggio continuo per interventi e risultati sulle azioni intraprese in concerto tra consulenti ed impresa. A seguire ora analizziamo il mondo finanziario che è alla ricerca di quelle figure di investitori retail, oggi ancora liquide, ma bloccate dall’incertezza del momento sulle scelte di un possibile investimento. E’ il caso del BTP Futura. Non è mai accaduto che un governativo a 10 anni con cedola fissa sia stato studiato e quindi proposto esclusivamente  per investitori finali – retail. Investimento creato con il fine specifico di raccogliere capitali dedicati alla ripresa  dell’Italia post-pandemia e quindi legato alle performances del Paese, a sostenere il reddito procapite, alla tutela del lavoro ed il rafforzamento – aggiornamento continuo del sistema sanitario nazionale .Ciò è stato pensato dal Governo anche perché gli italiani sono un popolo di risparmiatori . Il rapporto di Assogestioni- Censis stima la costituzione di nuova liquidità pari a 135 miliardi entro il 2023  e peraltro nei 3 mesi di lockdown si rileva che sono stati accantonati ben 34,4 miliardi, importo quasi pari al valore del MES concordato per l’Italia. Tecnicamente i giorni di collocamento sono 5, ad oggi Giovedì 9 Luglio data di stesura dell’articolo la raccolta è arrivata a 5,78 miliardi sugli attesi 8 miliardi entro venerdì 10 Luglio, remunerazione dell’1,15 % dal 1° al 4° anno, dell’1,30 % dal 5° al 7° anno e dell’1,45% dall’8° al 10° anno. Titolo con emissione al 2030 e cedola a cui aggiungere un bonus fedeltà finale variante dal 1,38/1,58%. Concludendo si tratta di uno strumento finanziario completamente nuovo con una scadenza doppia rispetto a quella dell’ultimo BTP Italia e dedicato come detto al mercato retail, tanto che il contratto medio di sottoscrizione risulta di circa 36.000 euro cad. e questo proprio per toccare sottoscrittori anche con risparmi personali contenuti ad entrare su questo titolo. Insomma il quadro sembra delineato…sembra! Al momento però non vi è nulla di così certo tanto da poter rendere tutti più sereni, sia essi imprenditori che lavoratori. Come disse lo scrittore francese Gustave Flaubert durante la grande depressione del XIX secolo e specificatamente la grande crisi economica del 1886:”… il fascino della storia, come quello del mare, risiede in ciò che nasconde..”.