ECONOMIA ITALIA: RIFLESSIONI SU TRENTO E MAI DIMENTICARSI DELLA STORIA

ECONOMIA ITALIA: RIFLESSIONI SU TRENTO E MAI DIMENTICARSI DELLA STORIA

Il punto focale su cui si è concentrata a Trento  l’attenzione di tutti  è stato il probabile quanto imminente taglio dei tassi d’ interesse da parte della Bce . Scelta orientata ad adottare una politica monetaria meno restrittiva rispetto agli ultimi due anni e questo sulla base degli attuali dati dell’ inflazione. La prossima riunione della Bce è fissata per il 6 di giugno.  I risultati recenti avvalorerebbero questa decisione andando a rafforzare la certezza di un possibile rallentamento del modus restrittivo fino ad ora applicato dalla politica monetaria centrale. Il taglio dei tassi porterebbe così ad una riduzione del costo del denaro, fatto questo  che si tradurrebbe in un beneficio sia per le imprese che per la collettività tutta. Interessante anche la nuova posizione di Confindustria e del suo leader di fresca nomina , Emanuele Orsini, espressa sempre a Trento con la  conferma di aver  improntato il proprio lavoro sul dialogo e la piena collaborazione con le forze politiche sia esse di maggioranza che di opposizione.  Il nodo fattuale in questo contesto potrebbe emergere già all’indomani del voto europeo di giugno. Il neo eletto  parlamento  e quindi la commissione UE , si troverà nella condizione, come primo impegno,  di promulgare  delle nuove e pragmatiche scelte di politica industriale che siano finalmente di concreto aiuto alle imprese europee.  I  neo-eletti rappresentanti rispecchieranno le volontà di   oltre 448 milioni  di cittadini europei e dovranno usare un approccio ben diverso da quello fino a qui applicato : non è più possibile accettare passivamente   una politica anti industriale. E’ sotto gli occhi di tutti come il mondo economico – finanziario occidentale stia perdendo sempre più terreno e questo principalmente a causa della de-industrializzazione che da tempo è divenuta in Europa   il fenomeno dominante . Anche le reazioni delle diverse economie extra Cee sono diverse.  Gli USA ad esempio hanno prontamente reagito puntando forte su nuovi investimenti per una economia  rivolta all’  hi-tech e digitale. L’Europa per contro non ha ancora messo in campo alcuna politica di difesa in merito alla  supremazia della produzione cinese a basso costo.  Prima di questo momento storico esistevano i dazi ora è tutto diverso, serve competitività ed inventiva .  Tutto il mondo ha imparato dal nostro modello di fare impresa “made in Italy ”,  oggi questo però risulta essere stato per il nostro Paese un vero e proprio autogoal in una società globale dove a governare è di fatto l’economia . In Europa  , per contro, è invece in corso  la de-industrializzazione , fatto questo  che ci ha fatto perdere  quelle specifiche qualità che prima  facevano dell’ Italia una tra le prime economie industrializzate al mondo. Il risultato è che abbiamo perso quelle specificità imprenditoriali che una volta ci facevano essere tra i primi Paesi industrializzati al mondo , quel “vuoto” è stato così riempito da altri.  E’ proprio la mentalità imprenditoriale europea e soprattutto nazionale che deve mutare , in un contesto dove la competitività globale si sta facendo sempre più spietata. Occorre mettere nelle nostre produzioni , per rivaleggiare con i prodotti a basso costo che arrivano dall’ Oriente , quel “ surplus di fantasia” e di valore intrinseco che hanno da sempre rappresentato  prima  il “made in Italy” e successivamente anche il “made in Europe”.  Dal punto di vista finanziario non dobbiamo e possiamo più concentrarci solamente sull’ottenimento di un risultato di utile immediato : alcune particolari produzioni a livello centrale vanno eseguite per convenienza strategica e non solo per mera convenienza economica. Nel caso poi specifico italiano l’ esecutivo , secondo chi scrive , dovrà tra le altre cose salvaguardare il cuneo fiscale a difesa della capacità di spesa dei lavoratori , così come affrontare senza indugi il varo dei decreti attuativi del Piano Industria 5.0 . Personalmente  trovo  molto preoccupante e quasi destabilizzante  anche quanto accaduto circa la posizione “ superbonus” : il problema della “ certezza del diritto” è a tutti gli effetti un punto nodale nel contesto di una società . Risulta inaccettabile vivere in un quadro economico e sociale dove possa esistere una pur minima parvenza di “ misure retroattive “ , fatto questo che metterebbero in dubbio la stessa esistenza di una società che possa vivere e trasmettere virtù civili e di identità collettiva.