ECONOMIA ITALIA : LA SCOMPARSA DEI GRANDI IMPRENDITORI

ECONOMIA ITALIA : LA SCOMPARSA DEI GRANDI IMPRENDITORI

“…negli ultimi anni la ricchezza viene creata oppure è più semplicemente tramandata…? “.  Parte della  risposta a questa domanda la troviamo nella ricerca che ogni anno viene pubblicata da UBS, banca di riferimento dei c.d. “ super ricchi”  del mondo.  In USA nel corso del 2023 i 53 neo-miliardari per successione hanno ricevuto un patrimonio di 150,8 miliardi di dollari, per contro gli imprenditori fai-da-te   hanno creato una  nuova ricchezza per 140,7 miliardi di dollari , nessuno di questi nuovi ricchi a meno di 30 anni . A questo si aggiunga  la scarsità di nuove quotazioni in Borsa ,  questo un altro fattore dipendente dall’età degli imprenditori.  Da qui a 5 anni  si calcola che potranno essere oltre mille , le  persone fisiche oggi miliardarie , che dovranno decidere a chi e come trasferire un patrimonio netto di oltre 5.200 miliardi di dollari , importo che salirà ad oltre 15.000 miliardi in cerca di padrone entro il 2030.  Anche in Italia il cambio generazionale sarà un    “ bel match “ e non solo per la continuità di intere dinastie di imprenditori, ma anche per il destino  futuro di una intera economia .  Il 90% delle imprese oggi esistenti al mondo è infatti a controllo familiare.   In Italia la questione ereditaria è ancora più pressante,  le c.d. “ aziende di famiglia” concorrono per il 68% alla creazione del prodotto interno lordo nazionale.  Negli ultimi 3 anni , anche a causa del Covid, si è registrata una accelerata nel passare di mano la gestione delle aziende.  Sono oltre 700 quelle di cui le proprietà hanno deciso di cedere alle  generazioni  successive oppure a manager esterni. L’ età media dei 56 miliardari nazionali si aggira intorno ai 67 anni , nei prossimi 20 anni saranno 23,1 miliardi di euro che cambieranno di mano. A questo importo vanno aggiunti gli oltre 180 miliardi in patrimoni gestiti che  andranno a  generazioni più giovani. A questo punto rivolgerei l’attenzione più strettamente al profilo tributario e quindi alla disciplina, particolarmente favorevole,  che  regola le successioni in Italia.  Premesso che l’imprenditore interessato al passaggio generazionale deve porvi attenzione per tempo , le quote di legittima pongono dei vincoli importanti circa la destinazione dell’eredità solo e solamente in merito al reale valore economico della stessa. Facendo fede ai diritti patrimoniali riservati agli eredi, l’imprenditore titolare dell’attività può  adottare schemi giuridici precisi in merito alla decisione  di chi nominare alla   guida dell’azienda , quindi scegliere  un solo erede e/o un manager esterno alla famiglia che si occupi della gestione .  Questa figura di manager diventa  una sorte di  “ imprenditore delegato” che accompagnerà nel tempo  la crescita delle nuove generazioni in azienda.  Oggi gli imprenditori sono più consapevoli della necessità di definire un assetto successorio per tempo, questo per dare stabilità alla società  con specifiche linee guida. Esistono diversi modelli successori , qui di seguito per brevità solo accennati :  ( 1) Quando non esistono eredi diretti : dopo la morte del fondatore l’impresa potrà finire sotto il controllo di una fondazione.  (2) Di generazione in generazione: prevede la continuità dinastica con passaggio dell’impresa da genitore in figlio. Ideale per le piccole – medie imprese che operano in un mercato stabile.  (3) La vendita : la decisione spesso dipende dalla mancanza di eredi interessati a subentrare nella gestione dell’ impresa  ma anche dalla possibile difficoltà a gestire la suddivisione degli asset in un gruppo troppo numeroso di rami familiari. In questo caso per vagliare i  possibili acquirenti interessati rivestono particolare rilevanza operativa i fondi di investimento, sia essi nazionali che esteri. Nel corso del 2023  ben oltre 2.200 imprese nazionali  sono finite  nel portafoglio di  operatori finanziari  in private equity. Nello stesso anno sono state circa 900 le operazioni concluse e di queste circa il 60% hanno visto l’uscita totale della famiglia proprietaria dal capitale.