ECONOMIA EUROPA : GIORNI DI CONTI

ECONOMIA EUROPA : GIORNI DI CONTI

Queste le date degli incontri a Bruxelles da cui scaturiranno , per singole fasi, i numeri anzi meglio dire i conti esatti a supporto delle previsioni macroeconomiche per il  Vecchio Continente.  Si è partiti Lunedì con l’ Eurogruppo, per poi continuare Martedì con l’Ecofin ed a chiudere oggi, 15 Maggio , con la Commissione Europea.  Il fulcro della settimana economica europea sarà però , ad ogni effetto , l’appuntamento in Commissione Europea . Qui  verranno presentate ,  commentate e discusse le proiezioni sui costi ultimi sostenuti dai singoli Stati  e quindi le proiezioni più aggiornate che avranno la funzione di “ fondamenta” su cui poi costruire i punti cardine di riferimento per i singoli governi , specifiche peraltro già previste nel nuovo Patto di Stabilità degli Stati Membri,  il cui debito pubblico interno superi del 60% il valore del Pil e/o dove il disavanzo pubblico , rappresentato dalla differenza tra il flusso delle spese che vanno ad incrementare il debito ed il flusso delle imposte nette che di fatto lo riducono , superi il 3% del Pil.  In via prodromica le previsioni che scaturiscono dagli uffici competenti  fanno trasparire un certo grado di ottimismo , ciò sulla previsione condivisa  che l’economia europea sarà sostenuta da una leggera crescita nel corso del 2024 per poi accelerare sensibilmente nel corso del 2025.  Chiaramente queste  previsioni per l’ Europa  sono “ sotto scacco “  dall’ attuale  situazione geopolitica su cui nessuno, ad oggi , può paventare una previsione a risoluzione concreta sia nel tempo e che neppure circa un possibile esito concreto. I risultati con i relativi input comunitari di riferimento per gli Stati saranno ufficialmente comunicati dalla Commissione Europea il 21 di giugno. Si tratterà di indicazioni precise , dettagliate ed esaustive che indicheranno la rotta da seguire per i singoli Stati e faranno da compendio  alla presentazione dei   piani di spesa netta entro e non oltre il 20 settembre. I  diversi Paesi dovranno e potranno provvedere  entro il termine di 4/7 anni , periodo del c.d. aggiustamento fiscale , affinché il debito pubblico di ogni membro si trovi in linea con una documentale diminuzione e/o si concretizzi a livelli ritenuti dalla Commissione quantomeno prudenti nel medio termine  ,  quindi su una linea di spesa netta nelle proprie manovre finanziarie interne.  Rammento che con il 4,7% l’Italia ha il deficit più alto dell’Unione Europea.